Il Premio “Articolo 11” al Festival del Giornalismo di Perugia per l’edizione 2018
14 aprile 2018
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Il nostro piccolo premio ha sempre avuto, sin dalla sua fondazione, l’ambizione di selezionare e rilanciare un’informazione che permettesse di capire. Innanzitutto di capire. Con questo spirito ci siamo avvicinati al Festival. Ci siamo stati già due anni fa e quest’anno proviamo di nuovo ad annusare l’aria che tira nel mondo del giornalismo. Scriviamo questo articolo che il festival è ancora in corso ma qualche impressione, dopo tre giorni di corse frenetiche da un panel all’altro, possiamo cominciare a definirle.

 

La prima è un’impressione decisamente italiana, ovvero è stato confortante vedere e ascoltare tanti giornalisti e praticamente non sentire nulla sulla politica, soprattutto quella italiana. Nei tanti panel in cui siamo stati sono balenate solo una volta i nomi di alcuni politici italiani, fatti da un giornalista italiano, e solo a titolo di esempio. Dunque, si può essere giornalisti anche senza parlare di politica! Già, perché ascoltando la radio, guardando la tv e leggendo giornali e siti web sembra che non ci sia nulla che possa venire prima. È impressionante la quantità di tempo che i media informativi italiani dedicano ai politici, ai loro messaggi trasversali, ai loro palpiti, alle loro zuffe tattiche, come una vera e propria soap opera. Praticamente, una vera e propria dipendenza. facile, poi, fare la considerazione che tutto questo tempo dedicato ai politici è tempo tolto alle altre informazioni.

 

La seconda riflessione che è sorta spontanea, deducibile anche da una semplice analisi del programma, è che il mondo del giornalismo è ossessionato dalla tecnologia, soprattutto la tecnologia dei dispositivi mobili come il nostro smartphone. È come se fossero tutti a rincorrere ogni singolo utente, in una polverizzazione dell’audience. Se prima gli utenti venivano visti a categorie intere, oggi si insegue il singolo telefono. Ma c’è anche da considerare che, come anche annuncia il titolo di uno dei panel, “La tecnologia è il contenuto” forse parafrasando il famoso motto di McLuhan “il medium è il messaggio”.

 

Terza e ultima riflessione, almeno per ora, è che il Festival del Giornalismo rimane una festa autocelebrativa. Sempre analizzando attentamente il programma è facile notare che non è previsto lo sguardo di altri. Sarebbe stato interessante ascoltare i pareri di persone che potessero dare un punto di vista “esterno” alla categoria. Confessiamo che abbiamo provato a proporci come speaker per qualche panel ma non ci hanno neanche risposto. Perché? Siamo troppo insignificanti? O forse perché non interessano opinioni esterne? Non lo sapremo mai (forse). Quindi andiamo noi nella tana del lupo: ad ascoltare, a conoscere e, forse, a capire.

 

Stefano Paolillo, pres. Premio “Articolo 11”

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