I “CONSIGLI” DI FACEBOOK SULLE FAKE NEWS
15 aprile 2017
0

È tempo di lotta alle fake news, ovvero le notizie false che vengono diffuse e condivise sul web. Facebook, il colosso made in Zuckemberg, si è lanciato sull’affare dell’informazione sui social e ha compiuto la scelta strategica di diventare un paladino della buona informazione. Fin qui tutto bene: è una normale scelta della strategia commerciale. Certo non si può pensare ad un tale intento sociale solo per intenti filantropici, ma proviamo e vedere cosa suggeriscono quelli di Facebook.

  1. Non ti fidare dei titoli
  2. Guarda bene l’indirizzo del sito (URL)
  3. Fai ricerche sulla fonte
  4. Fai attenzione alla formattazione
  5. Fai attenzione alle foto
  6. Controlla le date
  7. Verifica le testimonianze
  8. Controlla le fonti
  9. Cerca di capire se la notizia potrebbe essere satira
  10. Alcune notizie sono intenzionalmente false

 

A parte l’ultimo, che è una constatazione, gli altri sono i consigli standard per un normale fact checking, la verifica delle notizie. Sono tutti suggerimenti pieni di buon senso, ma nasce qualche perplessità. È nella dinamica psicologica insita nella viralità delle fake news. Come nota anche Laura Antonella Carli nelle pagine de linkiesta.it, “il nostro cervello è strutturato per dare meno credito alle opinioni che contrastano con i pregiudizi”. Infatti, cerchiamo le informazioni che confermano le nostre idee e accogliamo con scetticismo (o non cerchiamo) quelle di segno contrario. Christin Scholz ed Elisa Baek, dell’università della Pensylvanya, hanno localizzato e documentato l’attività cerebrale che spinge a leggere o condividere articoli ed a prevedere la viralità. Secondo loro, ” La gente è interessata a leggere o condividere contenuti legati alle proprie esperienze personali o alla loro percezione di chi sono o vogliono essere. Condividono cose che possono migliorare le loro relazioni, farli sembrare brillanti, empatici o apparire in una luce positiva“. Ecco perché le persone abboccano così facilmente alle fake news e, soprattutto, le rilanciano attraverso il meccanismo della condivisione. Inoltre, proprio in base al famigerato principio di economia, tendiamo a fermarci appena abbiamo trovato quello che ci serve. È un modo di fare ben noto a chi fa informazione e si traduce nella pratica del “titolismo” che è una prassi efficace per attrarre l’attenzione delle persone. Il web ha esaltato questo metodo scaltro per ottenere i clik e le condivisioni. La ragione di questa rincorsa a quello che viene definito clik baiting è spiegata dal fatto che la fonte di guadagno sul web è data quasi esclusivamente dalla pubblicità che viene misurata in termini di click, che si traducono in utenti unici, pagine viste, tempi di permanenza, condivisioni e così via.

Ma torniamo ai consigli di Facebook. Sono realizzabili? In teoria si, in realtà no. Se il nostro comportamento è all’insegna del principio di economia, dobbiamo essere enormemente motivati per metterci a cercare le verifiche delle notizie “sparate” sul web o sui social. No, non è questa la strada più praticabile, anche se sarebbe un utile allenamento per dissacrare il web/social in generale. La cosa più semplice da fare è di demandare a qualcun altro questo lavoro. Esistono dei siti che si occupano proprio di questo e che smascherano le “bufale”. In Italia possiamo ricordare, tra i tanti, bufale.net e butac.it. Ricopiate il titolo della notizia e incollatelo nella stringa di ricerca del sito antibufale: è molto probabile che troverete già la smentita.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi