LA FECONDITA’ DELL’ERRORE
10 luglio 2016
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di Antonia Colasante

 

Il tema della reputation e della credibilità dell’informazione ci è ovviamente assai caro. Eppure quello che non cogliamo ancora appieno è quanto la dimensione del digitale abbia reso amplificato il messaggio e la potenziale reattività delle persone, nel male più che spesso che nel bene.

Un caso di qualche tempo fa ci aiuta a ripercorrere con un esempio questo concetto.

Antonia001Nella concitazione dei minuti successivi all’annuncio della morte di Nelson Mandela, alcuni giornali italiani hanno compiuto l’errore di attribuire a Mandela la responsabilità della cosa che aveva combattuto tutta la vita definendolo “padre dell’apartheid”. Uno di questi è il Giornale.

Reazione ovvia, immediata e prevedibile della rete: il popolo di Twitter si scaglia ferocemente sull’incauto giornalista che viene assalito con i peggiori insulti, tra cui il più clemente suonava: “Ma chi ti ha dato il tesserino? Strappalo”. Andrea Cortellari si scusa per l’errore con un tweet e lo stesso quotidiano rettifica con un messaggio.Antonia002

Molti hanno continuato ad infierire perché, quello che il mondo della rete ci ha insegnato negli ultimi anni, è quanto piacere ci sia nel “godere” degli errori altrui, quanto sia facile gridare al #fail col dito puntato. La cosa a cui più raramente siamo abituati è che chi ha sbagliato chieda semplicemente scusa, come in questo caso. Al brutto “scivolone” sui social network, l’azienda normalmente schiera a difesa i vari capri espiatori del caso, lo stagista su tutti, sempre peggiorando la situazione.

Quando Andrea Cortellari ha chiesto scusa, tutti noi che abitiamo la rete ormai da un po’, abbiamo visto stringersi intorno a lui un cordolo di “protezione”. La voce che echeggiava era: “basta con le accuse e gli insulti, ha chiesto scusa”.

Mi capita di commentare spesso, nelle lezioni sulla comunicazione Social Media, il valore potente dell’educazione, il valore dell’imparare a vivere la rete con il buon senso prima che con le tecniche e gli strumenti. E per uno che responsabilmente chiede scusa  – per un errore umano –  dall’altra parte c’è uno che accoglie e volta pagina. Solo così comunicazione e informazione recuperano valore, se ci sono persone che lavorano assumendosi l’onere dell’errore e vanno avanti. Perché è di questa comunicazione autentica che tutti noi abbiamo bisogno per disintossicarci da polemiche, bufale e manipolazioni.

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