L’INFORMAZIONE A PAGAMENTO
18 maggio 2016
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Il Festival del Giornalismo di Perugia ha lasciato in eredità un mucchio di panel che possono aiutarci a capire alcuni aspetti dell’informazione in Italia. Li vedremo e ne scriveremo per voi.

Cominciamo da “Comunicazione e giornalismo. Come cambiano nell’epoca dei social media“. Relatori dell’incontro sono stati: Alberto Puliafito (dir. blogo.it), Paola Bacchiddu (giornalista Panorama e Affari Italiani), Marco Esposito (giornalettismo.com), Carlo Frediani (La Stampa), Luca Lagna (comunicazione digitale in Confindustria), Daniele Chieffi (resp. social media management ENI).

La particolarità di questo panel è proprio in quest’ultimo relatore perché, da quanto specificato proprio dall’organizzazione del Festival, questo panel è stato sponsorizzato proprio da ENI. Ricordiamo che nelle settimane passate c’era stata una polemica tra Milena Gabanelli ed Eni e questi ultimi, ad alcune affermazioni di un servizio di Report che li riguardava , hanno replicato “in diretta” via Twitter con una modalità “social” decisamente nuova per il panorama italiano. Gli organizzatori del Festival hanno creato un panel, quindi, perché ENI potesse comunicare delle cose ai giornalisti che fossero intervenuti. Con l’occasione, si è invitato anche il resto dei relatori perché ci fosse qualche altra parola che non fosse la “comunicazione” dell’Eni.

Abbiamo visto il video del panel ed abbiamo avuto conferma che – effettivamente – le opinioni di Chieffi a nome dell’Eni sono diventate l’elemento centrale del panel. Questi ha argomentato sulla polemica con la Gabanelli e sulla comunicazione in generale che fa e deve fare una grande azienda come Eni.

Prima di procedere ad alcune considerazioni sull’episodio, vi raccontiamo qualche elemento interessante che è sfuggito all’operazione, ovvero alcune riflessioni dei relatori sul tema-civetta. Alberto Puliafito ha ammesso che “Essere social e fare engagment” è un mantra che viene ripetuto in tutte le redazioni; ma anche che giornalisti, giornali, aziende che sono sui social, molto spesso li utilizzano come se fosse semplicemente un nuovo pulpito: nelle fanpage quasi mai si trova un reale contatto con il lettore. Carola Frediani constatava che stare dietro ai social è un lavoro che ha la sua importanza. Una sorta di trincea del giornale. Con un pubblico di fronte che pretende sempre di più, un pubblico che fa fatica “raggiungere” il giornale e che ha come intermediatore il social media editor. Quindi, esiste il problema di come trasmettere al resto della redazione il polso della situazione che si percepisce dai social. Paola Bacchiddu, salita agli altari della cronaca per aver promosso una Lista Tsipras alle elezioni facendosi fotografare in bikini, sottolinea che, quello che ormai è fondamentale, è la credibilità di ciascuno, a prescindere su quale testata e in quale ambiente comunicativo lavori. Quando si pubblica qualcosa si ottengono dei commenti di una ferocia notevole. Se tu riesci a stare nell’arena e combattere, ottieni credibilità. Poi notava che comunicazione e informazione hanno confini sempre più sottili. Luca Lagna ha confermato che, quando ci si comincia a proiettare nelle pubblicazioni con commenti, le minacce sono all’ordine del giorno. Questo fenomeno viene ribadito da Marco Esposito che sottolinea anche come gli haters (quelli che commentano lasciando critiche senza senso) sono un fattore costante nelle discussioni pubbliche. A volte, dopo un post lungamente lavorato, l’80% dei commenti è degli haters. Però, c’è quella maggioranza silenziosa, che si tenta di far uscire dal silenzio e che è il pubblico che permette di fare un salto di livello nel dialogo con i letttori. Su Twitter, infine, è più complicato instaurare un dialogo con i lettori: è il luogo del dialogo delle firme.

Qualche considerazione finale dal punto di vista di chi giornalista non è. Appare evidente, come qualcuno dei relatori ha ammesso, che comunicazione (marketing) e informazione vengono deliberatamente sovrapposte. Ma anche che l’informazione può essere acquistata, come ha fatto Eni sponsorizzando e usando un panel all’interno di un festival di giornalismo. Si può sospettare che questo fenomeno risulti “normale” ad un professionista dell’informazione, vista la partecipazione all’incontro. Infine, si può ipotizzare che queste operazioni di marketing tramite il giornalismo possano essere molto frequenti.

comunicazione e giornalismo 2

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