L’ORRORE DI ESSERE ORDINARI
15 aprile 2016
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Cosa può esserci dietro la necessità di fare scalpore per una persone che si definisce “giornalista”? La televisione italiana, da quando fece la trasformazione da presidio educativo a intrattenitore pubblicizzante, ha vissuto di audience (prima) e di share (poi). Il valore di chi la fa viene misurato in termini di “ascolto”, di grandi numeri. Bruno Vespa viene direttamente dalla tv arcaica, quella dei gradi numeri, e si adatta male ai trend della tv contemporanea, quella degli ascolti in calo e della polverizzazione dei target. Forse per questo ha bisogno di suscitare scalpore: per sentirsi ancora vivo. Un po’ come certi bambini che fanno capricci e dispetti per far arrabbiare un genitore e sentirsi di nuovo presente ai suoi occhi.

L’idea di invitare il figlio del capomafia Totò Riina, rientra nella consolidata strategia di superamento del limite per indurre una reazione. Una strategia che non ha nulla a che fare con l’informazione. Dulcis in fundo, finge di la costernazione di fronte alle proteste generalizzate e le definisce “baccano”.

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