RIPICCHE SPORTIVE, CONFERENZE E GIORNALISMO
23 agosto 2016
0

di Stefano Paolillo

Molti articoli di risentimento vengono spesi in questa estate in maturazione a causa di un’iniziativa del presidente di una squadra di calcio che ha deciso che alle conferenza stampa del proprio allenatore i giornalisti saranno “invitati”  e non liberi di accedervi. Apriti cielo! Accuse di voler mettere il bavaglio alla stampa, derisioni e sbertucciamenti, per arrivare  alle denunce all’Ordine dei Giornalisti al responsabile della comunicazione della squadra di calcio. Vista dall’esterno, conoscendo i modi di comportamento di una certa parte del giornalismo sportivo (specie quello del calcio), non si fatica a credere che il rapporto tra società di calcio e giornalisti sportivi sia di odio-amore. E’ incontestabile, però, che questa branca di giornalismo e certi suoi interpreti siano vissuti come minacce da tante

Diego Armando Maradona durante la conferenza stampa a Napoli, 26 febbraio 2013. Diego Armando Maradona during the press conference in Naples, 26 february 2013. ANSA / CIRO FUSCO
Diego Armando Maradona durante la conferenza stampa a Napoli, 26 febbraio 2013.
Diego Armando Maradona during the press conference in Naples, 26 february 2013.
ANSA / CIRO FUSCO

società se nel corso dell’anno molti intraprendono il silenzio-stampa, ritirano gli accrediti ad alcuni di loro o  – come nel caso accennato –  decidano di invitare chi gli pare.

Qualche considerazione sulla vicenda vista dall’esterno sembra doverosa. Come recita l’adagio “domandare è lecito, rispondere è cortesia”. In un regime di libertà si è liberi di domandare (cosa che fanno i giornalisti) ma rispondere rimane una scelta: solo ai magistrati si ha l’obbligo morale di rispondere e anche in quei casi si può tacere. Quello che appare evidente in tutte queste prese di posizione è la stizza implicita di non potersi comportare in qualsiasi modo. Non ci risulta che un Enzo Biagi o un Indro Montanelli siano stati mai accusati di essere arroganti: scomodi, ma non arroganti. E neanche per giornalisti come Gianni Mura, Beppe Viola o Gianni Minà – per rimanere alle firme sportive – ci sembrano siano state mosse simili accuse.

Molti sembrano dimenticare che il giornalismo sportivo delle conferenze stampa delle squadre di calcio sono zeppe di domande sulla vita privata delle persone e di provocazioni attraverso confronti con i comportamenti degli altri concorrenti,quasi sempre in cerca della rissa verbale: in sostanza, infotainment di basso livello. Ecco perché è molto Gianni_Brera-450x374probabile che un giornalismo sportivo che si occupasse degli aspetti tecnici e non invadesse le sfere private delle persone e che risultasse critico e non denigratorio, non avrebbe problemi ad accedere a tutti, riuscendo a descrivere realmente e in modo completo il mondo di cui si occupa (e con cui campa). Vero Gianni Brera?

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi