IL TERMOMETRO DEL WATCHDOG GIORNALISTICO
24 luglio 2016
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C’è una sorta di termometro del giornalismo con funzione sociale ed è più facile notarlo nei paesi vittime di un giornalista ucciso 1regime autoritario o di un conflitto. E’ bastato scrivere “giornalisti” sulla stringa di ricerca di Google ed ecco comparire scaglionate in tempi ristretti le notizie di azioni contro i giornalisti e il giornalismo.

Turchia – Corriere della Sera (21 luglio) – Arrestati dei giornalisti

Messico – rsi.ch (21 luglio) – giornalista ucciso in Messico

Ucraina – sputniknews.it (20 luglio) – Ucciso un giornalista

Israele – infopal.it (20 luglio) – campagna per liberare 21 giornalisti

Somalia – fnsi.it (11 luglio) – Giornalisti arrestati e radio censurata

Per un intervallo di dodici giorni non è poco. Secondo la classifica sulla libertà di stampa nel mondo redatta da giornalista ucciso 3giornalista ucciso 2Reporter Senza Frontiere (relativa al 2013) guidano la classifica in Europa Finlandia, Olanda e Norvegia. Sarà un caso?

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